NON DIMENTICATE. PIAZZALE LORETO 10 agosto 1944


Vi chiedo una sola cosa: se sopravvivete a questa epoca non dimenticate.
Non dimenticate né i buoni né i cattivi.
Raccogliete con pazienza le testimonianze di quanti sono caduti per loro e per voi.
Un bel giorno oggi sarà il passato e si parlerà di una grande epoca e degli eroi anonimi che hanno creato la storia.
Vorrei che tutti sapessero che non esistono eroi anonimi.
Erano persone, con un nome, un volto, desideri e speranze, e il dolore dell 'ultimo fra gli ultimi non era meno grande di quello del primo il cui nome resterà.
Vorrei che tutti costoro vi fossero sempre vicini come persone che abbiate conosciuto, come membri della vostra famiglia, come voi stessi.

Julius Fucik eroe e dirigente della Resistenza cecoslovacca, impiccato a Berlino l’8 settembre 1943

il vilipendio degli uccisi

Piazzale Loreto 10 ago 1944
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Saevecke, un criminale impunito

Theo Saevecke
Theodor Emil Saevecke (Amburgo, 22 marzo 1911 – Amburgo, 15 dicembre 2004) è stato un ufficiale tedesco delle SS durante la seconda guerra mondiale.
Gli fu affidato il comando della SIPO-SD (Polizia e Servizio di Sicurezza) in Lombardia durante l'occupazione tedesca.
Nel dopoguerra, collaborò con la CIA e rivestì il ruolo di direttore dei servizi di sicurezza della Repubblica Federale Tedesca.
Non ha mai subito alcun processo in patria.
Nel 1999 è stato condannato all'ergastolo dal Tribunale militare di Torino per aver ordinato, nell'agosto del 1944, la fucilazione di 15 partigiani e antifascisti a Milano, in Piazzale Loreto, fatto che gli procurò il soprannome di Boia di Piazzale Loreto
.

Gli esordi in Italia

A partire dal 1 luglio 1943 Saevecke assunse il comando della sezione della Polizia tedesca e del SD, il servizio segreto delle SS (Befehlshaber der Sicherheitspolizei und des SD, BdS) di Verona. Poco dopo l'armistizio tra Italia e Alleati, il 13 settembre 1943 fu nominato a capo del comando BdS di Milano, divenendo in tal modo il capo locale della Gestapo. Svolgendo tale incarico, Saevecke supervisionò personalmente l'arresto di numerosi partigiani e fu responsabile della deportazione di almeno 700 ebrei verso i campi di sterminio.

Saevecke e la Banda Koch

Saevecke aveva collaborato con Pietro Koch alla creazione di una "squadra speciale", costituita nel giugno del 1944 dopo l'arrivo di Koch da Roma

La ferocia della "squadra speciale", finirà per essere giudicata eccessiva persino dal regime della RSI e da Mussolini stesso.
Fu sciolta dalle autorità della Repubblica Sociale Italiana. Gli uomini di Koch furono arrestati il 24 settembre 1944 e il loro capo il successivo 17 dicembre.

Fu processato dal Tribunale Militare di Torino e fu condannato all'ergastolo il 9 giugno 1999; tuttavia, non fu mai estradato né subì mai alcun processo in patria.
E' morto nel 2004 a 93 anni.