NON DIMENTICATE. PIAZZALE LORETO 10 agosto 1944


Vi chiedo una sola cosa: se sopravvivete a questa epoca non dimenticate.
Non dimenticate né i buoni né i cattivi.
Raccogliete con pazienza le testimonianze di quanti sono caduti per loro e per voi.
Un bel giorno oggi sarà il passato e si parlerà di una grande epoca e degli eroi anonimi che hanno creato la storia.
Vorrei che tutti sapessero che non esistono eroi anonimi.
Erano persone, con un nome, un volto, desideri e speranze, e il dolore dell 'ultimo fra gli ultimi non era meno grande di quello del primo il cui nome resterà.
Vorrei che tutti costoro vi fossero sempre vicini come persone che abbiate conosciuto, come membri della vostra famiglia, come voi stessi.

Julius Fucik eroe e dirigente della Resistenza cecoslovacca, impiccato a Berlino l’8 settembre 1943

il vilipendio degli uccisi

Piazzale Loreto 10 ago 1944
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CASO SAEVECKE: LA SENTENZA DI CONDANNA ALL'ERGASTOLO


Milano 1944. Saevecke ad una manifestazione fascista in piazza San Sepolcro.
Il 9 giugno 1999 il Tribunale Militare di Torino ha condannato in contumacia all'ergastolo l'ex SS-Hauptsturmführer Theodor Emil Saevecke per avere, in qualità di comandante della Sicherheitspolizei-SD in Milano, ideato, richiesto e materialmente organizzato l'esecuzione dei quindici partigiani fucilati in Piazzale Loreto il 10 agosto 1944.
Documenti ufficiali di fonte fascista e tedesca provano inconfutabilmente che nell'attentato a un camion germanico, avvenuto due giorni prima e preso a pretesto per l'eccidio, perirono unicamente civili italiani mentre le truppe tedesche non ebbero a lamentare nessuna perdita (soltanto il caporale conducente l'automezzo riportò una lieve ferita al viso).
L'eccidio di piazzale Loreto pertanto - oltre a costituire una violazione del diritto internazionale in materia di rappresaglie e di repressione collettiva - non può nemmeno considerarsi come una applicazione delle ordinanze del maresciallo Kesselring e non può configurarsi come rappresaglia bensì come violenza con omicidio in danno di cittadini italiani.
Nonostante le prove già raccolte nel 1946 dalle autorità d'occupazione inglesi sulle responsabilità di Saevecke in merito alla strage di Piazzale Loreto, nel dopoguerra l'ex capitano delle SS lavorò prima al servizio della CIA e poi, riammesso nei ranghi della polizia federale tedesca, fece una brillante carriera divenendo vicedirettore dei servizi di sicurezza della ex Germania ovest fino al suo pensionamento, avvenuto nel 1971.>Caso emblematico del riciclaggio postbellico di ex criminali nazisti nella logica dei blocchi contrapposti, Saevecke - il cui fascicolo processuale è stato per decenni insabbiato dalla Procura generale Militare di Roma unitamente ad altri 694 ritrovati nel 1994 - ha potuto per oltre cinquant'anni sottrarsi alla giustizia grazie alle protezioni di cui ha goduto negli ambienti governativi e giudiziari tedeschi e italiani.

La richiesta d'estradizione, inoltrata dopo la pronuncia della sentenza dal ministero di Giustizia italiano, non è stata accolta dalle competenti autorità federali tedesche ma il 18 luglio 2000 il Ministero federale degli Affari esteri informava il ministero italiano che la Procura di Osnabrück, esaminati gli atti processuali inviati dalla Procura militare di Torino, aveva aperto un procedimento giudiziario a carico dell'ex capitano Saevecke.
Il procedimento è stato archiviato in seguito al decesso di Saevecke, avvenuto nel dicembre 2000.
Piazzale Loreto 10 ago 1944
Milano, 10 agosto 1944. La foto scattata clandestinamentedei partigiani fucilati in piazzale Loreto
(fototeca ISEC)