Vi chiedo una sola cosa: se sopravvivete a questa epoca non dimenticate.
Non dimenticate né i buoni né i cattivi.
Raccogliete con pazienza le testimonianze di quanti sono caduti per loro e per voi.
Un bel giorno oggi sarà il passato e si parlerà di una grande epoca e degli eroi anonimi che hanno creato la storia.
Vorrei che tutti sapessero che non esistono eroi anonimi.
Erano persone, con un nome, un volto, desideri e speranze, e il dolore dell 'ultimo fra gli ultimi non era meno grande di quello del primo il cui nome resterà.
Vorrei che tutti costoro vi fossero sempre vicini come persone che abbiate conosciuto, come membri della vostra famiglia, come voi stessi.

Julius Fucik eroe e dirigente della Resistenza cecoslovacca, impiccato a Berlino l’8 settembre 1943

il vilipendio degli uccisi

Piazzale Loreto 10 ago 1944
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Vitale Vertemati

Vitale VertematiNasce il 26 marzo 1918 a Milano. Operaio della Falck. Appartiene alla 3^ Brigata Gap “Rubini” dall’ottobre 1943. Arrestato il 1° maggio 1944 da alcuni agenti del famigerato Ufficio politico investigativo (Upi) della Gnr e recluso a San Vittore a disposizione della Sipo-SD. Dopo qualche mese di prigionia a San Vittore, gli è affidato un incarico: ritirare i pacchi insieme ad altri detenuti. L’area del carcere dove opera si presenta idonea per una possibile fuga. D’intesa con la sorella, con la quale prende accordi a mezzo di biglietti che Vitale lancia nella strada con una cerbottana, progetta una possibile evasione. Il tentativo

naufraga quando la donna viene arrestata e portata in carcere proprio mentre sotto le mura di cinta aspetta un messaggio del fratello. La ragazza è salvata da una suora che le svuota la borsa dei documenti compromettenti. L’8 agosto Vitale Vertemati è trasferito al sesto Raggio, dalla parte di via Filangeri, e la sorella, quando si presenta per portargli il solito pacco e prendere gli ultimi accordi, non lo trova più. Due giorni dopo i parenti sanno della sua morte da un giornale.