Vi chiedo una sola cosa: se sopravvivete a questa epoca non dimenticate.
Non dimenticate né i buoni né i cattivi.
Raccogliete con pazienza le testimonianze di quanti sono caduti per loro e per voi.
Un bel giorno oggi sarà il passato e si parlerà di una grande epoca e degli eroi anonimi che hanno creato la storia.
Vorrei che tutti sapessero che non esistono eroi anonimi.
Erano persone, con un nome, un volto, desideri e speranze, e il dolore dell 'ultimo fra gli ultimi non era meno grande di quello del primo il cui nome resterà.
Vorrei che tutti costoro vi fossero sempre vicini come persone che abbiate conosciuto, come membri della vostra famiglia, come voi stessi.

Julius Fucik eroe e dirigente della Resistenza cecoslovacca, impiccato a Berlino l’8 settembre 1943

il vilipendio degli uccisi

Piazzale Loreto 10 ago 1944
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Umberto Fogagnolo

Umberto FogagnoloNasce a Ferrara il 2 ottobre 1911. Ingegnere e responsabile dell'Ufficio Idromeccanica alla Ercole Marelli. Noto per i suoi sentimenti antifascisti durante il ventennio. Il 25 luglio 1943, partecipa tra i primi alle manifestazioni antifasciste. Tiene comizi in fabbrica e diventa il patrocinatore e l'organizzatore della costituzione della Commissione Interna. L'8 settembre del 1943 é gravemente ferito dai nazifascisti in piazza Duomo, in un felice tentativo di liberare un patriota. Arrestato, riesce a fuggire dall'ospedale mantenendosi incognito.

Dopo l'armistizio, in collegamento con i vari partiti del Cln di Milano, dirige e coordina il movimento clandestino della Ercole Marelli e delle fabbriche di Sesto San Giovanni. Cura l'invio in montagna e in Svizzera di prigionieri Alleati, di ricercati politici e di partigiani. Insieme a Giulio Casiraghi, operaio comunista che ha conosciuto anni di carcere e di confino, organizza gli scioperi del marzo 1943 e del marzo 1944. Nella primavera del 1944 attivissimo in azioni di sabotaggio a Milano e in altri settori lombardi.

Per la scelta di obiettivi strategici consultato dalle formazioni partigiane di montagna, il suo parere é decisivo. Il figlio Sergio Fogagnolo, così racconta in un'intervista a Patria Indipendente del dicembre 2006: “Venne chiamato a valutare l'ipotesi di far saltare la diga di una centrale idroelettrica. Quella corrente riforniva gran parte della città di Milano e un sabotaggio avrebbe messo in grave difficoltà i tedeschi. Ma mio padre bocciò risolutamente quell'operazione perché pensava anche al dopo. Quanto sarebbe costato, in tempo e denaro, ricostruire un impianto del genere?

In città Umberto Fogagnolo partecipa ad alcune ardite azioni. Si reca personalmente, a rischio della propria vita, dall'allora questore Mendia, a nome del Cln, riuscendo a far liberare cinque patrioti, detenuti a San Vittore. Arrestato il 13 luglio 1944 all'uscita dello stabilimento Ercole Marelli di Sesto San Giovanni, in seguito a delazione, viene tradotto nel carcere di Monza e poi al quinto Raggio di San Vittore a Milano, dove più volte é sottoposto a tortura. Brevissimo e toccante l'ultimo messaggio di Umberto Fogagnolo ai suoi cari e al suo Paese: Il mio ultimo pensiero per voi W ITALIA

Fernanda, moglie di Umberto, solo nel tardo pomeriggio del 10 agosto viene a sapere che tra le vittime dell'eccidio di piazzale Loreto c'é anche suo marito. Poiché in stato interes­sante non si reca sul luogo della fucilazione, ma nella sala mortuaria di Milano, dove ha modo di identificare il corpo di Umberto.

Il 15 gennaio 1970 ad Umberto Fogagnolo viene concessa alla Memoria la Medaglia d'argento al Valor Militare. Questa la motivazione:

Instancabile e coraggioso organizzatore e capo della Resistenza armata degli operai di un grosso centro industriale contribuiva validamente al buon esito della lotta di resistenza. Individuato dall'invasore e consapevole del gravissimo rischio cui andava incontro, preferiva restare tra i suoi uomini anziché cambiare zona. Catturato, affrontava torture e morte con lo stoicismo dei grandi martiri.

Milano - Piazzale Loreto, 10 agosto 1944”

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